Germanico IV Sec.

Photo by Fabio Tidei

Molte erano le popolazioni germaniche che affollavano i terreni al di là del Reno e del Danubio, due dei principali confini naturali su cui si erano attestati i romani dopo un periodo di grande instabilità chiamato “anarchia militare”.
Da una parte molte di queste popolazioni, sconfitte o no, venivano integrate all’interno dei limes tramite un sistema di redistribuzione in aree incolte, i barbari così redistribuiti venivano chiamati laeti. A capo di questa redistribuzione vi erano i Praefecti Laetorum.
Questo sistema a causa della corruzione divenne sempre meno efficiente fino al collasso totale che portò alla sconfitta di Adrianopoli (378 d.C.), ad opera dei Goti.
Altre popolazioni rimaste nell’area denominata “barbaricum” continuarono ad esercitare una sempre maggiore pressione sui confini dell’Impero, molte furono le incursioni che si susseguirono e che portarono in fine al tracollo dell’Impero d’Occidente nel secolo successivo.

Questa ricostruzione è sviluppata all’interno del progetto De Gentibus Germanorum dell’associazione Svodales con l’obbiettivo di evidenziare quanto questi movimenti migratori abbiano influenzato il mondo Romano e costruito le basi dell’Europa medievale.


DETTAGLI


ABBIGLIAMENTO:

L’abbigliamento del guerriero germanico è composto da pochi elementi essenziali, il materia e la fattura inoltre ne caratterizzava il rango e lo statu sociale all’interno della propria Gens.

Questo era costituito da una tunica  con taglio a ‘T’ e la parte centrale era molto larga arrivando sin ai gomiti,  con uno scollo c.d. a ‘barchetta’ costituito da un taglio dritto nella parte sommitale della tunica, per la mia tunica mi sono ispirato al ritrovamento di Reepsholt, in Germania.
Sotto una tunica principale in lana ve ne poteva essere una poi leggera in lino, canapa o ortica.

Le decorazioni erano semplici o intessute direttamente sulla tunica o applicate in un secondo momento.
Per questo partendo dalle semplici braghe ho aggiunto una tunica di lino (leggera) ed una di lana (pesante) per completare l’abbigliamento superiore. 
Caratteristica delle popolazioni germaniche è l’uso delle braghe o pantaloni, i modelli diffusi sono comunemente noti come tipo Thorsberg o tipo Damendorf.
Sopra il pantalone poteva essere usuale l’uso di fasce curali, queste potevano essere costituite o lunga striscia, con altezza 5-6 cm, o da un unica fascia alta, che andava dalla caviglia al ginocchio, tipo Søgårds Mose.
Ai piedi sono calzate delle scarpe “aperte”, un tipo molto comune in tutta Europa per svariati secoli, erano costituite da un pezzo cuoio traforato nel quale venivano passati dei lacci che permettevano chiudere la pelle tutta intorno al piede.
Completano l’abbigliamento un mantello e un cappello di lana.


Arco di Costantino

EQUIPAGGIAMENTO


Tunica: Non sono molti gli esempi e le fonti dalle quali si può ricostruire esattamente l’abbigliamento.

Tra le fonti letterarie, Tacito asseriva, nel De Germania, che questi indossassero tuniche attillate, ma Tacito non può essere preso come fonte diretta perchè lui non ha mai avuto contatti diretti con queste popolazioni, ed inoltre le tuniche romane potevano essere ancora più ampie travisando l’interpretazione del moderno lettore.

Le fonti archeologiche sia tessili (dirette) che visive come i bassorilievi romani (indirette) ci confermano la presenza di tuniche a T, dove la parte centrale era spesso molto larga come nel già citato ritrovamento di Reepsholt.

Questo taglio oltre a consentire una buona mobilità evitava che si strappassero sotto le ascelle una volta fermate dalla cintura, conferendo anche un discreto drappeggio che trova i suoi riscontri anche in vari bassorilievi di produzione romana quali il Sarcofago di Portonaccio o l’ Arco di Costantino.

La mia ricostruzione si ispira proprio a questo ritrovamento datato tra II e IV secolo d.C., dal quale ho cercato di ricostruire anche la decorazione intorno al collo e alla spalla.


Fibula a balestra: questa tipologia di fibule domina nell’Europa celtica e germanica per tutta la durata dell’età ellenistica e romana e si diffonde in nell’area mediterranea con le invasioni barbariche.
Veniva utilizzata per chiudere i mantelli, fissata su una spalla in modo tale che protesse essere anche ben vista.

La presente ricostruzione proviene da un ritrovamento ritrovamento presso Stockstadt, classificata come tomba n. 2


Ascia: tra le armi l’ascia, insieme alla lancia, era un alma molto diffusa, perchè come questa era economica e facilmente realizzabile, a differenza delle spade.

Non vi era uno standard per queste armi, se ne ritrovano di molti modelli tra cui questo con testa posteriore, probabilmente utilizzata anche come utensile per le varie attività quotidiane, come ad esempio tagliare la legna.


Coltello: tra gli oggetti maggiormente diffusi nelle e utilizzati, sia come strumento offensivo, sia come attrezzo da lavoro, ma anche come utensile per cacciare, cucinare o mangiare.

Se ne trovano di diverse forme, questo in particolare è la copia di un coltello ritrovato a Illerup Ådal in Danimarca.


Cintura: elemento essenziale dell’ abbigliamento è sicuramente uno degli oggetti maggiormente decorativi.
Assumeva questo elemento inoltre una forte valenza antropologica, simbolo di forza e virilità nella mitologia nordica-germanica.
Per questa ricostruzione ho adottato una semplice fibbia in ferro con cuoio decorato a motivi geometrici ed una svastica.
La svastica ha avuto sempre un ruolo essenziale nella cultura germanica e, prima dell’avvento del nazionale socialismo tedesco, era considerato il simbolo con cui rappresentare il sole.


Scarpe: la tipologia di scarpe diffuse sin dall’età del bronzo che permangono poi per tutta l’età del ferro è abbastanza semplice.
La tipologia è cd a “sacchetto” ovvero veniva costituita da un pezzo di pelle tagliata sulla quale venivano fatti dei fori per poi far passare un filo che permettesse di richiudere il pezzo di pelle intorno al piede.
A differenza delle scarpe modelle queste non avevano la suola, la gente di una era molto più abituata di noi a camminare scalza e probabilmente le scarpe avevano la principale funzione di proteggere il piede da tagli o escoriazioni.
Se ne trovano dei più svariati modelli più o meno complessi.
Tra questi ho deciso di adottare un modello che venne ritrovato a Wijster, nei Paesi bassi, databili tra il 300 ed il 350 d. C.


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